Rivalutazione rendita catastale 2022: cos’è e come si calcola?

Come si calcola la rendita catastale? Guida alla rivalutazione

Nel calcolo delle aliquote imponibili su un immobile, la rivalutazione della rendita catastale ha un ruolo molto importante. Ma di cosa si tratta?
Su un immobile sappiamo gravare tutta una serie di imposte calcolate usando come base di partenza la rendita catastale, che rappresenta la base da cui ricavare il valore catastale, fondamentale per determinare la base imponibile su cui calcolare le aliquote immobiliari. Può sembrare un’operazione complessa, ma già conoscere il significato di tutte queste espressioni può facilitare la comprensione di un calcolo che, nel complesso, è molto semplice.

In questo approfondimento ci occuperemo proprio di quando e del modo in cui si calcola la rivalutazione della rendita catastale, cercando di fare chiarezza in merito all’utilizzo di alcuni termini che spesso possono generare, in chi non è esperto, confusione.

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    Rivalutazione rendita catastale: ecco quando si calcola

    Quando è necessario procedere ad una rivalutazione della rendita catastale?

    Abbiamo già avuto modo di accennare al fatto che la rendita catastale costituisce la base per il calcolo del valore catastale di un immobile. Quest’ultimo, a sua volta, costituisce la base imponibile su cui si applicano le aliquote relative a varie imposte.

    Perciò, quando si vuole conoscere il valore catastale di un immobile è necessario procedere ad una rivalutazione della rendita immobiliare.rivalutazione rendita catastale

    Come si può desumere, valore della rendita catastale e valore catastale sono due concetti diversi, seppur collegati. Più avanti chiariremo meglio cos’è e come si determina il valore della rendita catastale.

    Ciò che ora ci interessa sapere è perché, quando si vuole conoscere il valore catastale di un immobile, è importante procedere ad una rivalutazione della rendita catastale.

    Può, infatti, accadere che il valore catastale dell’immobile (che si può conoscere attraverso la visione della visura catastale o attraverso il servizio dedicato dell’Agenzia delle Entrate) non sia aggiornato o che ci occorra conoscerlo per capire meglio il valore di determinate imposte applicate sul nostro immobile.

    Per la precisione, in questo caso ad essere rivalutato non è il valore catastale, ma il valore della rendita catastale che, come abbiamo chiarito e come vedremo, costituisce la base per rideterminare poi il valore catastale, da prendere a riferimento come base imponibile per l’applicazione delle imposte immobiliari.

    La rendita catastale rivalutata si ottiene con una operazione molto semplice:

    valore rendita catastale non rivalutata x 5% x coefficienti di categoria catastale

    laddove il 5% è un tasso di rivalutazione fisso (nel caso di immobili appartenenti alle categorie catastali A, C, D, E mentre è del 40% per quelli appartenenti alla categoria B).

    Il prodotto ottenuto va poi moltiplicato per dei coefficienti specifici che variano in base alla categoria catastale di appartenenza.

    Di seguito riportiamo il valore dei coefficienti legati a ciascuna categoria catastale:

    • prima casa = 110
    • fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A, B, C (con esclusione delle categorie A/10, che comprendono uffici e studi privati, e C/1, ossia negozi e botteghe) = 120
    • fabbricati appartenenti al gruppo catastale B = 168
    • fabbricati delle categorie A/10 e D = 60
    • fabbricati delle categorie C/1 ed E = 40,8

    A differenza, però, del tasso di rivalutazione, i coefficienti moltiplicatori catastali non sono fissi, sia perché vengono spesso sostituiti, sia perché variano in base alla tipologia di imposta applicata: è per questo che è importante, laddove ve ne sia bisogno, verificare che la rendita catastale sia aggiornata e lo si può fare procedendo a questo calcolo che, pur nella sua semplicità, può indurre chi non è esperto a commettere errori. Per questo è sempre necessario in questi casi rivolgersi ad un professionista.

    Per maggiore chiarezza, proviamo a fare questa operazione attraverso un esempio.

    Supponiamo di possedere un ufficio, la cui rendita catastale è pari a 300,00 euro.

    In base alla nostra operazione dobbiamo moltiplicare 300 x il 5% = 315. La rendita catastale rivalutata è quindi di 315,00 euro. Quest’ultimo a sua volta va moltiplicato per il coefficiente di riferimento, che nel caso di un ufficio (categoria catastale A/10) è 60. Il risultato è 18.900 euro, che è la base imponibile su cui verranno calcolate le aliquote.